Correlophus ciliatus: gestione in giardino o outdoor habitat
Etico ReptilesOggi parliamo di gestione dei rettili outdoor. Vi avevo promesso questo articolo in collaborazione con RelazioniBestiali.net , soprattutto incentrato sul Correlophus ciliatus, ma che in realtà comprende molti concetti validi anche in maniera generica per tla maggior parte delle specie.
Anche dopo il caso di Rum (geco ciliatus con anomalia alla mandibola) abbiamo parlato molto spesso di quali siano le problematiche di una gestione indoor e di come, se non si rispettano determinate condizioni, possano causare vere e proprie patologie sull'animale. Abbiamo parlato anche molto spesso di quelli che sono i benefici di una gestione outdoor e oggi, con la pubblicazione del Geco Habitat voglio parlare in maniera approfondita di tutte le accortezze per una gestione dei rettili outdoor consapevole e rispettosa, approfondendo anche tutti i benefici

Gestione dei rettili outdoor: i benefici
I rettili sono animali che in natura vivono all'esterno. Non esiste realmente la possibilità di replicare la natura all'interno di un pezzo di vetro o, quantomeno, è possibile ma molto più complesso e rischioso quando si cerca di riprodurre tutto ciò che esiste in natura all'interno di un box di vetro, di legno o di qualsiasi altro materiale.
La cosa più logica che viene da pensare è quindi quella di mettere gli animali all'esterno, nel proprio giardino. Con le tartarughe e con molti altri rettili questa pratica è assolutamente consolidata, mentre con altre specie viene ancora vista come una follia.
A mio parere si tratta semplicemente di qualcosa a cui non siamo abituati. Considerare l'outdoor come qualcosa di anomalo per tutte le specie di rettili è fuorviante se pensiamo ai loro reali bisogni.
Parlando proprio di bisogni, abbiamo innanzitutto un bisogno etologico: rispettare la possibilità di scelta e fornire quanti più stimoli possibile all'animale, anche attraverso habitat molto grandi che spesso soltanto l'outdoor può offrire rispetto all'indoor.
Un altro bisogno fondamentale è la possibilità di termoregolarsi, ma anche di regolare autonomamente il proprio livello di umidità. Non parliamo quindi soltanto di temperatura, ma di un insieme di parametri che un habitat outdoor può fornire in maniera estremamente efficace.
Abbiamo poi tutta la questione ormonale: i cicli circadiani, l'alba, il tramonto, il susseguirsi delle stagioni e delle giornate, con la loro naturale alternanza di luce e buio. Tutto questo contribuisce a regolare il ciclo ormonale naturale degli animali.
Se a questo aggiungiamo uno spettro luminoso più completo, ricordando che non si tratta soltanto di UVB ma anche di UVA e luce visibile, comprendiamo ancora meglio i vantaggi. Gli UVB sono necessari per il corretto metabolismo del calcio, ma anche gli UVA e la luce visibile svolgono un ruolo estremamente importante.
In molti terrari indoor privi di una luce visibile comparabile a quella naturale, possono verificarsi carenze che incidono sul piano ormonale. E gli ormoni sono fondamentali, sia per noi esseri umani sia per gechi e rettili.

Quando mettere fuori i rettili negli habitat outdoor:
Sse ben realizzata, la gestione outdoor rappresenta una risorsa importantissima per questi animali. Ovviamente non significa lasciarli fuori tutto l'anno, ma soltanto nei periodi in cui le temperature rispettano le loro esigenze fisiologiche e consentono una corretta termoregolazione. Ad esempio i miei Correlophus ciliatus stanno outdoor indicativamente da inizio Maggio a fine settembre a seconda delle temperature.
Pensiamo a noi esseri umani: immaginate di vivere per tutto l'anno all'interno di un bunker. Per molti rettili la vita esclusivamente indoor può essere paragonata a questo scenario. Possiamo utilizzare lampade UVB e altri strumenti, ma a un certo punto sentiremmo comunque il bisogno di uscire, di percepire il sole e la luce naturale. È esattamente di questo che stiamo parlando: del bisogno di esporsi non solo all'aria aperta, ma anche alla luce solare che comprende la luce visibile come spettro luminoso completo.

La termoregolazione dei rettili in terrari per il giardino:
Ricordiamoci che i rettili sono ectotermi e quindi regolano la propria temperatura attraverso l'ambiente circostante. Se allevate animali subtropicali o tropicali, come nel caso dei Correlophus ciliatus, non potete posizionare l'habitat completamente esposto al sole. Perché l'animale non avrebbe la possibilità di raffreddarsi quando percepisce troppo calore.
Io colloco sempre il mio Geco Habitat dei miei ciliatus sotto una pianta medio alta. In questo modo una parte della struttura riceve la luce solare e consente agli animali di effettuare basking, mentre gran parte dell'habitat rimane sempre all'ombra e più fresca.
Questo perché è molto più semplice fornire calore e luce solare rispetto a creare zone d'ombra e aree fresche. Una termoregolazione efficace si basa infatti sulla possibilità di scelta autonoma dell'animale.
Non hai ancora capito come funziona la termoregolazione? La fai anche tu! Immagina: sei in una stanza con un camino acceso. Se avete freddo vi avvicinate alla fonte di calore; se avete caldo vi allontanate. In spiaggia accade la stessa cosa: quando volete prendere il sole vi sdraiate sul telo; quando avete troppo caldo vi spostate sotto l'ombrellone e, se il caldo diventa eccessivo, vi immergete in acqua.
I rettili utilizzano esattamente lo stesso principio di termoregolazione. La differenza è che non producono autonomamente il calore corporeo e quindi questa necessità deve essere rispettata ancora di più.
In un habitat outdoor ben strutturato accade esattamente questo. Tuttavia, oltre alla temperatura, dobbiamo tenere in considerazione anche l'umidità.
Voi peserete 50, 60, 70 o 90 chili d'acqua; loro invece sono esserini molto piccoli. Per questo motivo dobbiamo sempre fornire, anche alle specie che teoricamente non ne avrebbero strettamente bisogno, un substrato molto umido e ricco nel quale possano scavare.
Inoltre, nei terrari e negli habitat outdoor, consiglio sempre di predisporre per sauri e altri rettili delle ciotole molto ricche d'acqua, ovviamente progettate per evitare qualsiasi rischio di annegamento. Stiamo cercando di fare qualcosa di positivo per i nostri rettili, non il contrario.
La possibilità di scelta e la termoregolazione, sia dal punto di vista dell'umidità sia della temperatura, devono essere fondamentali. Per questo motivo è indispensabile abbondare con le zone d'ombra e utilizzare molta vegetazione vera.
La vegetazione aiuta infatti a schermare il calore e permette agli animali di scegliere se esporsi sopra le piante oppure rifugiarsi al di sotto, creando numerosi microclimi differenti all'interno dello stesso habitat.
Habitat per rettili outdoor: antifuga e predazione
Uno dei principali problemi della gestione outdoor è proprio la possibilità che gli animali possano scappare. È necessario creare delle vere e proprie fortezze, delle "prigioni di lusso" a prova di evasione, che rispettino tutti i parametri di gestione della specie ma che allo stesso tempo non consentano in alcun modo la fuoriuscita degli animali.
Questo perché, come abbiamo visto nel caso di molte specie esotiche evase, ad esempio le Trachemys scripta, il fatto che un animale possa fuggire dal proprio habitat può avere conseguenze molto gravi sia per l'ambiente sia per l'animale stesso.
L'altro lato della medaglia è rappresentato invece dall'ingresso dei predatori. Parliamo principalmente di uccelli, ma in alcuni casi anche di serpenti autoctoni, roditori o piccoli mammiferi.
Per questo motivo è fondamentale costruire un habitat realmente sicuro e resistente a tutte queste possibili minacce.
Il consiglio che vi diamo è quello di monitorare l'habitat per alcune settimane prima dell'inserimento definitivo degli animali. Potete allestirlo in anticipo e, inizialmente, utilizzare l'esposizione outdoor soltanto quando avete il tempo di osservare direttamente i vostri rettili.
Successivamente potrete riportarli indoor e utilizzare quel periodo per registrare le temperature, verificare l'andamento dell'umidità e soprattutto osservare ciò che accade durante la notte.
Ad esempio dopo aver notato con la videocamera notturna un roditore provare ad entrare nel terrario dei miei gechi per rubargli il preparato alla frutta, ho deciso di ingabbiare lo stesso all'interno di un contenitore di legno e rete metallica per mantenere la giusta aerazione ma anche per evitare che altri topi avessero la stessa idea.
È importante controllare se nei pressi dell'habitat si aggirano predatori o altri animali indesiderati che potrebbero rappresentare un rischio.
L'obiettivo deve essere sempre quello di garantire il massimo livello di sicurezza possibile. Basta davvero poco per commettere errori: ad esempio posizionare un terrario completamente esposto al sole oppure sottovalutare la presenza di un potenziale predatore può trasformare rapidamente una buona idea in un grave problema per i nostri animali.
Habitat dei rettili outdoor: il benessere animale non è una gara, progettazione sperimentazione e tecnica
Datevi tempo per monitorare il benessere degli animali: non è una gara. Dobbiamo offrire ai nostri animali il meglio possibile, e se disponiamo di spazi outdoor, ha senso costruire habitat pensati appositamente per loro, come questo. Allo stesso tempo, però, non bisogna andare oltre le proprie possibilità.
Se lavorate tutta la settimana per 8 ore al giorno e non avete modo di monitorare costantemente i rettili o di nebulizzarli con regolarità (ad esempio io il mio terrario outdoor lo nebulizzo 2–3 volte al giorno), allora è meglio esporre gli animali in habitat esterni solo nei giorni in cui si è presenti, ad esempio nel weekend.
È sempre meglio fare qualcosa in modo consapevole piuttosto che non fare nulla. L’importante è adattare la gestione outdoor al proprio stile di vita e alle proprie reali possibilità.
TartaGuida in collaborazione con RelazioniBestiali

