Emydura subglobosa allevamento e gestione - TartaShop

Etico Reptiles

L’Emydura subglobosa è una delle specie di tartarughe d’acqua dolce più belle che ci siano in commercio. Sono esteticamente appaganti e molto comuni, ma abbastanza impegnative da finire spesso in “rescue” o comunque a non finire la loro vita con il primo proprietario. Una sorta di “bella” ma non “bellissima” nella concezione del grande pubblico. A prova di quanto detto abbiamo 5 Emydura subglobosa (3 Maschi e 2 Femmine), chi ci segue sui social probabilmente le conoscerà: Senape, Kethup, Soia, Wasabi e Pinzimonio. Tutte e 5 ci sono state cedute per impossibilità nella loro gestione in acquario, principalmente per problemi legati allo spazio. Addirittura Soia e Wasabi si erano mutilate a vicenda in più parti del corpo dall’ex proprietario. 

Emydura subglobosa allevamento
In realtà secondo la mia personale opinione, questa specie è estremamente intelligente e spesso intraprende iniziative di comunicazione inter e intraspecifica. Per quanto molti di questi comportamenti siano facilmente travisabili da occhi inesperti, questa specie tende a far capire molto bene al proprietario i suoi stati di stress o malessere. Dal punto di vista sanitario sviluppa velocemente micosi e funghi su pelle e carapace; d’altronde ad una situazione di forte stress possiamo associare l’abbassamento del sistema immunitario. Mentre dal punto di vista gestionale non sono rare le fughe, comportamenti anomali, lotte violente con eventuali coinquilini, estrema paura, timidezza e frenesia alimentare... Secondo me, moltissimi di questi comportamenti sono il frutto di un enorme carico di stress accumulato dagli individui di questa specie gestiti in acquari non adeguati, e dunque in habitat che non permettono agli esemplari di manifestare i propri istinti naturali specifici. Ma approfondiamo con calma punto per punto nei prossimi paragrafi.

Emydura sublogobosa: acquario e habitat esterni

E. subglobosa dovrebbe essere gestita in soluzioni outdoor estive e in ampi acquari invernali. Personalmente sconsiglio di privare una tartaruga d’acqua dolce del contatto diretto con il sole estivo. Il fotoperiodo naturale, l’escursione termica notturna, l’umidità... sono tutti fattori che difficilmente possiamo ricreare in un acquario casalingo. Personalmente gestisco all’aperto il mio gruppo di Emydura da Maggio a Novembre, e indoor da Novembre ad Aprile/Maggio (a seconda delle mezze stagioni). I minimi termici fino ai quali mi sono spinto sono di 12/14 C° notturni, e al contrario di altre specie, E. subglobosa non hanno quasi mai smesso di alimentarsi. Resta comunque una specie che non effettua letargo. Il substrato è estremamente gradito, soprattutto in acquario è apprezzato come strumento per grattarsi via residui di muta o per interrarsi parzialmente. Personalmente sconsiglio ghiaie, sabbie bianche o di fiume... io utilizzo da anni il substrato nero fine che trovate in vendita nella sezione dedicata.

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La qualità dell’acqua intesa come pulizia dai residui organici e valori dell’acqua sono parametri essenziali al benessere di E. subglobosa. Negli anni passati era comune consigliare un abbassamento del PH per prevenire la formazione di micosi e funghi sulla pelle, tuttavia con il tempo si è capito che è molto più importante effettuare cambi d’acqua regolari per evitare l’accumulo di nitrati. La frequenza di pulizia dipende come sempre dal numero di esemplari e dalla grandezza dell’habitat. Consiglio l’inserimento di un filtro esterno sovradimensionato che possa assorbire gran parte dello sporco. Al contrario alghe filamentose o a tappeto sono apprezzate da questa specie, che spesso le utilizza come arricchimento ambientale cibandosene o nascondendocisi all’interno. Alghe unicellulari da acqua verde (solitamente si formano outdoor in specchi d’acqua poco ossigenati) possono invece essere terreno fertile per potenziali patogeni, in generale E. subglobosa è una specie che necessita di acqua sempre pulita.

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Emydura subglobosa: alimentazione e cura

E. subglobosa è una specie onnivora che in natura mangia da piccoli invertebrati acquatici fino a pesci (latterini), non disprezza mangiare alghe e piante acquatiche. In cattività è possibile basare l’alimentazione su insetti essiccati, pellet di buona marca e pesce fresco, offrendo ogni tanto verdure come il radicchio rosso. All’occorrenza e su eventuale consiglio del veterinario anche fegatini e pollo. Generalmente le specie Australiane e della Papua Nuova guinea tendono a consumare anche frutta. Personalmente ho testato questa caratteristica poche volte offrendo loro qualche pezzo di mela, che non è stato disprezzato.
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Emydura subglobosa non è una tartaruga d'acqua dolce che potete ignorare, ogni esemplare ha diverse necessità etologiche, le ha! E soprattutto si annoiano parecchio. Dunque il mio consiglio è quello di rivolgersi al progetto Relazioni Bestiali per capire come poter instaurare una relazione appagante da ambo i lati, ed eventualmente risolvere dei comportamenti anomali probabilmente già esistenti.

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